Ormai non sto più un granché a Desenzano, ma quella cittadina riesce ancora a farmi rabbrividire: linko un post di Daniel, come spesso accade azzeccatissimo, perché ci si possa fare un'idea dell'orrore.
lunedì 30 novembre 2009
domenica 18 ottobre 2009
Primo post da universitaria
Riprendo quindi a scrivere, da universitaria questa volta.
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domenica 4 ottobre 2009
Un nuovo anno
Inizia con questa settimana un nuovo anno, e sinceramente non so quanto abbia senso conservare questo corpo intirizzito dal gelo della rete che mi è costata tanta dedizione.
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venerdì 25 settembre 2009
Venite numerosi!
Siete tutti caldamente invitati!! Deve valerne la pena!
clickate sull'immagine per vederla ingrandita.
Se non conoscete Gazich, buttate un'occhio, per avere un'idea, qui.
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giovedì 10 settembre 2009
martedì 8 settembre 2009
Dovrò tornare a scrivere?
Ricordo che una delle ultime lezioni di religione del liceo il professore chiese perché
alcuni di noi, più coinvolti (o involti e basta) nelle realtà online disponibili, fossero scivolati da spazi come il forum del liceo ad un blog a facebook o altri servizi di comunicazione più rapida (penso ad esempio a twitter o simili).
I motivi potevano essere tanti, ma per me valeva che sul forum non ci avevo mai bazzicato particolarmente, il blog era nato come mio archivio mentale e di viaggio e facebook... lasciamo perdere, i giochini sono stati la mia rovina. Ottima bacheca per restare in contatto con amici di luoghi tanto diversi, con interessi disparati, amori comuni e di rado incontrabili.
Il blog è stato comunque lo spazio che mi ha influenzata di più, che mi ha accolta e a volte coccolata, che mi ha fatto conoscere persone interessanti, anche se magari solo via web, che mi ha fatto sentire meno anonima nella folla di utenti presenti sulla rete.
Da mesi ormai, tanti, tanti mesi, il numero di post scritti si è assottigliato drasticamente.
Perché?
Dovevo studiare? eh la maturità...
Dovevo suonare? eh l'esame del quinto...
Dovevo lavorare? eh i tanti impegni...
Nulla di tutto ciò, questo mi è chiaro. Probabilmente ho solo trovato qualcuno che mi accoglie, senza aver bisogno di sfogarmi qui, sottoforma di post.
La curiosità, la dolcezza, l'inquietudine, la paura e l'amore che mi abitavano si sono riversati su una persona, e null'altro mi serviva.
Ultimamente avrei anche avuto motivo per scrivere. Non più per un pubblico magari, come è avvenuto per alcuni post, ma solo per me. Ma il fatto che persone come mia madre, amici o qualcun altro in particolare potessero leggere le mie parole mi ha trattenuta ogni volta.
Perché scrivere? Potrei scrivere su un diario, come le adolescenti dei libri o dei film. Potrei riprendere a leggere e immaginare un mondo parallelo per estraniarmi da questo, come ho fatto per tanti anni, d'altronde. Abitudine a sua volta abbandonata per il Motivo precedente.
Perché condividere questi miei inutili pensieri? Non so, forse la perversa speranza che in fondo qualcuno mi consoli, qualcuno che io poi non debba guardare in faccia nella mia vita quotidiana. Forse perché in fondo per me resta più vero quanto scritto su carta che non quanto scritto su uno schermo. Forse perché mi illudo che Qualcuno legga e capisca che con questo sono arrivata ad utilizzare il mezzo più volgare e pubblico a mia disposizione per comunicare quello che penso o sento.
Oggi ho visto Into the wild, film amato da una di quelle persone per me speciali del "mondo del blog". Mi ha ricordato molto il libro L'anno della lepre di Paasilinna, ed è certo ricco di spunti di riflessioni. Eppure la frase che mi ha commosso è arrivata verso la fine. Riguardava la felicità di un uomo, o meglio, cosa gli serve per raggiungerla.
Non so se sia colpa di questi giorni. Non so se sia colpa della tensione. Non so se sia colpa del mio non sentirmi più a casa in casa mia.
Mi viene però voglia di andare via. Via di qui. Via dalla mia famiglia. Via dai miei vecchi amici.
Mi viene voglia di misurarmi in quello che io sento mio, che magari i miei parenti possono anche disprezzare o classificare da fighetto, borghese, da personachedisdegnaillavoromanualeenonèabituataafarefatica.
Mi misurerò per poi finire potendo rinunciare anche a tutto questo. Per poi essere felice.
In questi 5 anni di università immagino che tornerò l'efficiente secchiona che molti identificano con Chiara Colm, CLMCHR90C42D284A, residente a Desenzano del Garda, titolo di studio maturità classica.
Forse tornerò a scrivere, magari un blog sui miei studi, sulla mia odissea musicologica...
Ma non voglio perdere un giorno, che sia uno, che potrebbe essere dedicato a qualcun altro. A questo serviva...
Ci proverò. Non so in che modo ci riuscirò, ma ho le migliori intenzioni per farlo.
Eppure... mi manca qualcosa. Se quel Qualcosa si facesse sentire qualche volta sarei anche più contenta, ma paziento. Se quel Qualcosa potesse unirsi al mio silenzio sarei felice. Se quel Qualcosa fosse qui ora non scriverei.
Eppure... anch'io dimentico alcune cose, ma non sono mai cose importanti, o almeno non lo sono ancora mai state. Altre che invece vengono dimenticate lo erano.
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lunedì 7 settembre 2009
Taizé, la Woodstock dei giovani - post di Daniel Colm
Mi permetto di postare il link ad un post pubblicato sul suo blog da Daniel Colm, che invito a leggere.
Sono pienamente d'accordo con lui, e mi piacerebbe conoscere la mail dell'articolista che ha scritto tali baggianate per spiegargli l'assurdità delle sue parole.
E' un grande dispiacere vedere che persone che hanno in mano l'oneroso onore di poter informare la gente, quali sono i giornalisti a qualsiasi livello, in mancanza (lo spero perlomeno) di tempo per informarsi adeguatamente, scrivino tali menzogne, doppiamente offensive visto che coinvolgono una comunità che merita un grandissimo rispetto, anche qualora non vi si voglia partecipare in alcun modo.
Se si scrive di una persona con l'intenzione di ripercorrerne le "tappe" della propria vita che potrebbero mettere in cattiva o ambigua luce, si dovrebbe puntare il riflettore sulla persona, non sull'ambiente frequentato (descritto falsamente e in parte).
Questo l'articolo di Panorama contenente il passo citato da Daniel.
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martedì 1 settembre 2009
FRASI REDANAE
DOVETE SCRIVERE IN ITALIANO…VIVAIDDIO!
NON DOVETE ANDARE COSì…ALLA SPERANDIO!
RAGION PER Cui, NELLA FATTISPECIE…
BISOGNA PARLARE COME UN LOGOPEDISTA…SENNO FATE LA FIGURA DEI BABAU!
FINCHE’ NON LO SAPETE COSì…A SNAP!!!
IL MIO SOGNO è DI OCCUPARE VILLA MANENTI: ALLORA SAREMMO UNA PICCOLA REPUBBLICA INDIPENDENTE!
…E SE NON STUDIATE…TA-TAC!
E STARE QUI COME DEI PISSI PISSI BAU BAU.
…IL PROF PUò DARE UN PO’ DI BRIGLIA SCIOLTA A CHI, LE INCERTEZZE, NON LE PALESA!
IN POCHE PAROLE SIAMO TUTTI DEI CRUCCHI.
OH, BAMBOLONI!
I VOSTRI COMPITI LI PRENDO DALLE MIE SPALLINE E LI BUTTO Lì…AH AH AH!!!!
NON PUò ESSERE CHE CON LO STIPENDIO CHE MI Dà LA MORATTI IO POSSA FARVI ANCHE DA CONSULENTE FAMILIARE…
IO, I COMPITI, LI do PER VOI…NON CI SMENO IO, CI SMENATE SOLO VOI…perché POI INTERROGO E FACCIO VERIFICHE E, ALLA FINE, IL MANICO DEL COLTELLO CE L’HO IN MANO IO…EH EH EH!!!
PREFERITE CHE IO VI CHIAMI E CHE VOI VENIATE A DIRMELO PISSI PISSI BAU BAU? NO, TUTTI DISINIBITI…
SE NON CAPITE IL ‘PANINO IMBOTTITO’ POTETE ANDARE A PIANTARE PATATE…
OGNI VOLTA CHE LASCIATE IL SENTIERO NON SAPETE COSA TROVERETE…NEI COMPITI DI LATINO E GRECO VI ADDENTRATE IN TERRENI ARDUI… COME CAPPUCCETTO ROSSO…perché NEL BOSCO C’è IL LUPO CATTIVO…MA VOI DITE: NO NO, IO VOGLIO ANDARE NEL BOSCO E RACCOGLIERE FRAGOLINE, LALLA, E ARRIVA IL LUPO…AH AH!!
SIETE TONTI COME DELLE BUBBE
EH! Perché οι καρποι SONO MASCHILI.
SE NO FACCIAMO UN CALENDARIO CON TOIETTA E SIAMO A POSTO!
BISOGNEREBBE ATTACCARE UN GANCIO DA MACELLAIO IN MEZZO ALLA STANZA IN MODO DA
POTERCI APPENDERE CHE VIENE SEGATO NELL’INTERROGAZIONE…
LA SCUOLA è UN PO’ COME LA MONTAGNA DI MERDA…PRIMA CAGA QUELLO CHE STA Più IN CIMA, POI TUTTI GLI ALTRI, IN SUCCESSIONE, E CHI STA IN FONDO SI PIGLIA TUTTA LA CACCA IN FACCIA!
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domenica 9 agosto 2009
Dal vivo
Siamo tornati solo ieri pomeriggio dal pellegrinaggio in Terrasanta, e già mi sembra un'eternità.
Arrivo in aereo a Tel Aviv, un bus ci raccoglie e si parte per il nord.
Ma come si chiama questo posto? מדינת ישראל? Oppure دولة اسرائيل? Tutti i cartelli sono scritti in ebraico e arabo, rispettivamente prima e seconda lingua dello Stato. Si resta in Israele, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare.
Ma quel muro? Quel filo spinato? Sulla nostra destra, a est, tratti di quel famoso divisore. A volte attorno a singole città arabe, a volte lungo il confine che percorrevamo.
Quale confine? Non è sempre Israele? Sì e no, è ANP, zona C però...
Dopo aver visto lo Yad Vashem, soprattutto, Gerusalemme sembra proprio una nuova Berlino.
Si procede, avvolti dall'aria condizionata, accompagnati dai commenti della guida, un arabo israeliano cattolico. Abbinamento non vincente, là.
Non so quanto (per questioni di tempo) riuscirò a scrivere a riguardo del viaggio. Sono rimasta impressionata, travolta dalla realtà che si legge di solito nei libri.
Da un viaggio così si torna a casa con l'impressione che forse qui è tutto meno vero, meno intenso, meno conflittuale, e da un lato se ne ringrazia il cielo, dall'altra ci si chiede, o meglio, mi chiedo, se non vi sia troppo disinteresse da noi.
Vicino a tante notizie brutte ve ne sono di belle, che donano speranza e stimolano all'impegno. Ognuno a modo suo, fare distinzioni è impensabile, purché si collabori per l'umanità.
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giovedì 9 luglio 2009
Consigli per lo studio: per scrivere in modo ordinato sul diario
Tenere il proprio diario in ordine è importante!
Perché? Perché serve a darci chiarezza sul lavoro da svolgere a casa. Più sarà disordinato il diario, meno capiremo i compiti segnati, più tempo perderemo a chiedere a compagni di classe che compiti vanno fatti e come.
1. Il diario non serve per le dediche, le barzellette e i disegnini: se ti piacciono tutte queste cose, ti consiglio di comprare un bel quadernino a parte, o un diario che ti piace e che terrai solo per queste cose, ma che non utilizzerai per i compiti. Così inoltre avrai tutti i ricordi belli dell'anno scolastico uniti in un unico libretto, senza tutti i ricordi brutti, cioè quanto hai dovuto lavorare!
2. Il tuo diario per i compiti deve essere CHIARO: è importante! Inoltre se usi sempre le stesse abbrevizioni o simboli grafici non dovrai sempre interpretare quello che probabilmente pensavi in quel momento scrivendo degli strani ghirigori!
Ti faccio qualche esempio, che puoi copiare per i tuoi compiti, oppure puoi crearne di tuoi personali, prendendo qualche spunto! Sono esempi, perciò invento numeri di pagine ed esercizi:
- Prima di scrivere i compiti veri e propri, devi specificare di quale materia si sta parlando: per fare prima puoi abbreviare il nome della materia (per esempio: matematica sarà mate, italiano sarà ita, inglese sarà ingl e così via)
- per gli esercizi puoi scrivere: PAG. 54; 23-27 (questo vuol dire che dovrai fare gli esercizi dal 23 al 27 compresi a pagina 54). Oppure: PAG. 54; 23,27 (questo vuol dire che dovrai fare gli esercizi 23 e 27 a pagina 54). Se le pagine sono diverse potrai scrivere: PAG.54;23/PAG.57;42 (questo vuol dire che dovrai fare l'esercizio 23 a pagina 54 e l'esercizio 42 a pagina 57).
- Se alcuni esercizi vanno svolti sul quaderno, mentre altri vanno svolti sul libro puoi scrivere a lato/sopra/sotto il numero dell'esercizio la lettera Q (per quaderno) o L (per libro), ma io preferisco fare così: quando un esercizio va fatto sul quaderno, disegno un cerchio attorno al numero dell'esercizio, mentre se è da fare sul libro non lo cerchio. Così evito i pasticci e capisco prima cosa bisogna fare, altrimenti ci si può confondere !
- Quando controlli che compiti devi fare, controlla sempre di aver segnato tutte le materie del giorno dopo! A volte capita di non scrivere quelli di una materia, ma c'è sempre qualcosa da ripassare o da studiare, quindi è meglio controllare subito, quando si iniziano i compiti, quali saranno le materie del giorno dopo.
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Consigli per lo studio: per non avere dubbi sui compiti da fare

Quante volte capita di arrivare a casa e rendersi conto di non essere certi su come bisogna fare un esercizio, o quale esercizio sia effettivamente da fare? E allora si fanno mille chiamate a compagni per chiedere conferma!
Eppure basterebbe badare a poche, semplici cose. Vediamo quali!
Quando l'insegnante si accinge a dettare i compiti, bisogna essere rapidi nel tirare fuori dalla cartella il diario, che dev'essere sempre in bella vista, davanti a tutti i libri e i quaderni che si tengono nello zaino. Ancora meglio è tenerlo sul banco!
Per far sì che i compiti siano facilmente comprensibili è importante scrivere tutto quello che l'insegnante ti dice o scrive alla lavagna. Se poi specifica come va fatto un compito, è un'ottima scelta quella di scrivere in matita direttamente vicino all'esercizio, se è sul libro, in che modo devi svolgerlo. Soprattutto se si tratta di piccoli particolari, è facile dimenticare le indicazioni, una volta arrivati a casa! Qualche parola in più scritta sul libro fa risparmiare molto tempo passato al telefono, e rende autonomi nello svolgimento dei compiti!
I compiti vanno sempre scritti sul diario: mai affidarsi alla memoria! Anche se si scrivono sul quaderno o sul libro non va bene! Capita di non guardare il quaderno se non ricordiamo di averli scritti lì, e magari non sono compiti per il giorno immediatamente successivo, quindi ora che li vogliamo fare ci siamo dimenticati di averli segnati.
Ricapitolando:
E' OK:
- tenere il diario a portata di mano per essere svelti nel segnare i compiti
- scrivere i compiti sul diario
- scrivere sempre i compiti da fare
- scrivere tutte le indicazioni dell'insegnante, anche le più banali
- scrivere in modo ordinato (leggi il post specifico!)
NON è OK:
- pensare "tanto io me li ricordo, è inutile che li scrivo questi compiti"
- scrivere i compiti sul quaderno o sul libro
- dimenticare a casa il diario
- scrivere in modo confusionario
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mercoledì 8 luglio 2009
Consigli per lo studio: per non dimenticare i libri
Spesso accade di dimenticare (per davvero, non perché non si sono fatti i compiti!) i quaderni, i libri, o qualsivoglia materiale necessario alla partecipazione completa ed attiva alla lezione.
Questo, oltre a causare il proliferare di note e crocette alle elementari e medie, provoca anche modesti disagi alle superiori...
- I LIBRI:
1. Perché è negativo dimenticarli?
Dimenticare i libri è negativo quando bisogna fare degli esercizi ivi riportati, o se bisogna leggere insieme dei testi. Inoltre c'è chi, come me, magari preferisce prendere appunti sul margine, sottolineare frasi che sono, secondo l'insegnante, particolarmente significative o riassuntive ecc.
Seguire la lezione guardando il libro è molto più proficuo che non semplicemente ascoltando: ci si distrae di meno e, se si ha una memoria prevalentemente visiva, aiuta a fissare i concetti detti dal professore alla pagina.
2. Come fare per non dimenticarli?
Conservare i libri su una mensola o in uno scaffale determinato è una scelta vincente: meglio ancora se si tengono vicini tra loro libri della stessa materia!
Quando poi fai la cartella, controlla le materie da portare sull'orario! Non fidarti della tua memoria, soprattutto nei primi mesi di scuola.
3. Tip!
Quando gli insegnanti cambiano la materia di un giorno (per esempio, anziché portare matematica bisogna portare scienze), scrivilo sempre sul tuo diario! A casa poi ci si dimentica di quello che è stato detto, soprattutto se si fa la cartella un po' di fretta perché si ha un altro impegno!
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Consigli per lo studio
"Si sa che la gente dà buoni consigli Se non può più dare il cattivo esempio."
Apro con questo post, senza troppo impegno, una nuova rubrica: "Consigli per lo studio".
Con questo mese ho chiuso la mia prima, eterea, ovattata fase larvale di studentessa e attendo il mio futuro con un po' di impazienza, ma ciò nonostante non voglio che questi 13 anni siano passati invano.
Diversi ragazzi che inizieranno a settembre il liceo mi chiedono dei consigli sul COME affrontare questo mostro (??) senza impazzire ("ma siete sicuri di volere un consiglio da me? Non è cge avete sbagliato persona?", mi chiedo ogni volta...)
Ad ogni modo, se anche voi siete nella condizione di dover iniziare/continuare/concludere elementari, medie o liceo, allora forse potrete trovare un consiglio che faccia per voi in questa rubrica!
Nelle etichette troverete "Consigli per lo studio", e i consigli saranno scritti in nero se validi universalmente come regola base per qualunque scuola, in azzurro se saranno preferibilmente per le elementari, verdi per le medie, rossi per il liceo.
Tuttavia, essendo io convinta che i consigli valgono al 99% per qualsiasi tipo di studio, difficilmente troverete post arcobaleno, ma di certo sincere annotazioni da non prendere come certezze universali ma certo utili.
Buona lettura e... buono studio!
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martedì 7 luglio 2009
L'artista visto da Bergson
"Così, fin nel nostro proprio individuo, l'individualità ci sfugge. Ci muoviamo tra generalità e simboli, come in un campo chiuso in cui la nostra forza si misura utilmente con altre forze; e affascinati dall'azione, attirati da essa, per il nostro maggior bene, sul terreno che ella si è scelto, viviamo in una zona mediana tra le cose e noi, esteriormente alle cose, esteriormente anche a noi stessi. Ma di tanto in tanto, per distrazione, la natura suscita delle anime più distaccate dalla vita. Non parlo di quel distacco voluto, ragionato, sistematico, che è opera di riflessione e di filosofia. Parlo di un distacco naturale, congenito alla struttura del senso e della coscienza e che si manifesta subito in una forma verginale, in un certo modo di vedere, di sentire o di pensare. Se questo distacco fosse completo, se l'anima non aderisse più all'azione con nessuna delle sue percezioni, essa sarebbe l'anima di un artista quale il mondo non ne ha ancora visto. Essa eccellerebbe in tutte le arti contemporaneamente, o piuttosto le fonderebbe tutte in una sola. Essa percepirebbe tutte le cose nella loro purezza originale, sia le forme, i colori e i suoni del mondo materiale come i più sottili movimenti della vita interiore. Ma ciò sarebbe chieder troppo alla natura. Per quelli stessi tra noi, che essa ha fatto artisti, ha sollevato il velo accidentalmente e da un lato solo. In una sola direzione ha dimenticato di legare la percezione al bisogno. E poiché ogni direzione corrisponde a quel che noi chiamiamo un senso, è per mezzo di uno di questi e per mezzo di questo senso soltanto che l'artista è ordinariamente votato all'arte. Da ciò, in origine, la diversità delle arti. Da ciò anche la specialità delle predisposizioni. Questi si volgerà ai colori e alle forme, e siccome ama il colore per il colore, la forma per la forma, siccome li percepisce per se stessi e non per sé, la vita interiore delle cose verrà a trasparire attraverso le forme e i colori. Egli la farà entrare a poco a poco nella nostra percezione dapprima sconcertata. Per un momento almeno, egli si staccherà dai pregiudizi di forma e di colore che si interponevano tra il nostro occhio e la realtà. Realizzerà così la più alta ambizione dell'arte, che è quella di svelarci la natura. Altri si ripiegheranno piuttosto su se stessi. Sotto le mille azioni nascenti che delineano al di fuori un sentimento, dietro la parola banale e sociale che esprime e ricopre uno stato d'animo individuale, essi andranno a cercare il sentiemento, lo stato d'animo semplice e puro. E per indurci a tentare il medesimo sforzo su noi stessi s'ingegneranno a farci vedere qualcosa di ciò che avranno visto, con disposizioni ritmate di parole, che arrivano così a organizzarsi insieme e ad animarsi in una vita originale, essi ci dicono, o piuttosto ci suggeriscono, cose che il linguaggio non era fatto per esprimere. Altri scaveranno più profondamente ancora. Sotto quelle gioie e quelle tristezze che possono a rigore tradursi in parole, essi coglieranno qalcosa che non ha più nulla in comune con la parola, certi ritmi di vita e di respiro che sono più interiori all'uomo dei suoi stessi sentimenti più interiori, essendo la legge vivente, variabile in ogni persona, della sua depressione e della sua esaltazione, dei suoi rimpianti e delle sue speranze. Liberando, accentuando questa musica, essi l'imporranno alla nostra attenzione, faranno sì che noi stessi ci inseriamo involontariamente in essa, come dei passanti che entrano in una danza. E così essi ci spingeranno a scuotere anche, in fondo a noi, qualcosa che attendeva quell'istante per vibrare. Così l'arte, sia essa piuttura, scultura poesia o musica, si propone soltanto di scartare i simboli praticamente utili, le generalità convenzionalmente e socialmente accettate, insomma tutto ciò che ci maschera la realtà per metterci a contatto diretto con la realtà stessa."
Bergson, H. (2001) Il riso. Saggio sul significato del comico, Rizzoli
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martedì 23 giugno 2009
Memo studii
CONTENUTO DEL TEST DI VALUTAZIONE DELLA COMPETENZA MUSICALE
(PER GLI ISCRITTI AL CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN MUSICOLOGIA)
Una o più domande per ciascuno dei seguenti argomenti:
1. Armature di chiave
2. Dettato ritmico
3. Classificazione teorica di intervalli
4. Percezione di intervalli suonati al pianoforte
5. Setticlavio (in funzione del trasporto)
6. Analisi di accordi
7. Risoluzione di movimenti armonici
8. Numerazione di un basso d’armonia (secondo la teoria del basso fondamentale)
9. Domande di cultura musicale generale
10. Armonizzazione di frasi di corale
11. Contrappunto a cantus firmus
12. Risposta a soggetto di fuga
13. Continuazione di un tema dato (composizione)
14. Riconoscimento dell’epoca di composizione di brani musicali proposti all’ascolto
15. Riconoscimento dell’epoca di composizione di brani musicali proposti in partitura
16. Riconoscimento di generi di brani musicali ‘popular’ proposti all’ascolto
Ho capito, quest'estate non studierò solo per l'esame di pianoforte.
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lunedì 15 giugno 2009
dubbio
Deve esserci qualcosa che mi è sfuggito.
Sembra che la maturità debba preoccupare solo che è nella fascia vaga del 60-90, mentre chi punta in alto dovrebbe essere tranquillo?
Ma scusate, se per uno il massimo è 70, per l'altro 100, l'impegno non dovrebbe pari per entrambi, se è una questione di "capacità" e non di "conoscenze", mentre il rischio di fare qualcosa di deludente molto maggiore per chi punta in alto?
Io non lo so.
E non so neanche cosa fare.


